La mia gara IDPA al circolo Le Tre Piume in 10 punti

La mia gara IDPA al circolo Le Tre Piume in 10 punti

Sabato 27 aprile ho partecipato col mio gruppo sportivo alla gara sanzionata IDPA presso il circolo Le Tre Piume ad Agna (PD): la 2019 Nike Challenge – Tier 2 organizzata dal Phalanx Shooting Team.

Come si è svolta la gara? Quanti stage c’erano? Com’era organizzata?
Di seguito il mio riassunto in 10 punti della giornata:

5 punti “Sì”:

1. Ore 8:40 arriviamo al campo, la giornata è tersa e serena, c’è solo una brezza frizzante che rinfresca l’aria, ma che per fortuna cesserà verso metà giornata, regalandoci un ottimo clima. Il campo Le Tre Piume è molto grande e ben strutturato. Era la prima volta che andavo e sia come spazi che come attrezzatura il mio parere è positivo;

2. La gara sanzionata IDPA ha richiamato tanti tiratori, ed è sempre bello vedere tanta gente che risponde a un evento e che, nonostante la competizione, crea un clima di amicizia e di squadra.

3. Gli stage mi sono piaciuti, perché comprendevano sia movimento che mirato, nel giusto equilibrio. Solo lo stage in cui bisognava tirare attraverso delle specie di tende non mi è piaciuto granchè.

4. Organizzare gli stage in modo che ci siano sempre 2 tappatori diversi (in base all’ordine di tiro) mi è sembrato un metodo efficace, che permette di gestire i tempi in modo migliore. Anche per il tiratore rimane meno stressante, perché ha modo di concentrarsi prima del suo turno, di dare una mano a tappare, e poi di ricaricare e riposarsi un po’ prima dello stage successivo. Peccato che a un certo punto questo metodo sia stato abbandonato a favore del “tutti a tappare”.

5. La nostra squadra era composta da persone del mio gruppo sportivo, quindi la compagnia è stata piacevole per tutta la giornata.

5 punti “No”:

1. Appena arrivati allo stage da cui saremmo partiti, ci hanno subito ripresi per il fatto che ci stavamo preparando nell’area immediatamente dietro allo stage, dove era posizionato il tavolino su cui ci eravamo appoggiati. Siamo stati quindi costretti a spostarci appena più indietro, dietro a una piccola staccionata, dove non c’era neanche un appoggio. Non mi è rimasta alternativa che caricare i caricatori mettendomi per terra.

2. Non c’era il pranzo incluso. Generalmente, a tutte le gare sanzionate IDPA è incluso un buono per panino e bibita. In questo caso invece eventuale acqua, bibita o panino era escluso. È mancato quindi l’aspetto conviviale.

3. La gara era molto lunga (abbiamo raggiunto il campo verso le 8:30 e lo abbiamo lasciato appena conclusa la gara, verso le 18:20). 13 stage sono quindi forse eccessivi. Più che altro, la cosa che più mi ha stancata, è stata quella di dover aspettare ben 45 minuti pieni per poter fare lo stage standard. Quando siamo arrivati lì, infatti, si era creato un tappo e avevamo davanti ancora 2 squadre che dovevano sparare! Credo che il problema in questo caso fosse dovuto a un SO poco esperto, che in più casi ha creato confusione. Ad esempio, è capitato che non verificasse la start condition e, almeno un paio di volte, ha sbagliato a contare i punteggi (tra cui il mio, in cui ha contato almeno 12 point-down di troppo! Nell’esercizio che prevedeva 4 colpi head, infatti, ha contato il body, che ovviamente era illeso. Peccato che, quando lo score keeper mi ha letto il punteggio finale – sbagliato – le carte erano ormai tappate e io non avevo voglia di fare reshoot, visto che ero stanca e non ero sicura che avrei rifatto lo stage altrettanto bene).

4. Allo stage 10 era presente un cartello in movimento a scomparsa (out and back target), azionabile da un flop-down. Peccato che dopo qualche turno il meccanismo si sia rotto. Diverse squadre hanno quindi svolto lo stage partendo da una condizione diversa e di vantaggio rispetto ai tiratori precedenti.

5. Gli score keeper erano dotati di tablet per segnare i punteggi. Nonostante io sia amante della tecnologia, non ho apprezzato questa tipologia, in quanto al tiratore non rimaneva copia dei punteggi. Inoltre, questo sistema non era stato dotato della possibilità di firmare il punteggio, che non veniva mai effettivamente verificato dal tiratore. Che il punteggio assegnato fosse realmente quello detto a voce era solo questione di fiducia. Non saprei inoltre in caso di guasto del tablet se i punteggi sarebbero rimasti salvati da qualche parte oppure no, o come avremmo continuato la gara. Ma questo per fortuna non è successo.

In sintesi, la giornata di gara IDPA mi è tutto sommato piaciuta, anche se ha diversi aspetti organizzativi che potrebbero essere migliorati. Purtroppo non ho potuto allegare al mio riassunto delle foto: ad ogni stage era infatti presente un cartello che vietava qualsiasi tipo di foto e video, citando il ricorso alla legge sull’”interferenza illecita alla vita privata”. Ho preferito quindi evitare.

In attesa della prossima gara sanzionata IDPA di settimana prossima a Pozzaglio ed Uniti (CR)!

Segui TacchediMira

Lascia un commento

Chiudi il menu
Facebook
Instagram